Cosa sono i prezzari regionali e a cosa servono
I prezzari regionali sono elenchi ufficiali dei prezzi unitari delle principali lavorazioni edili, aggiornati periodicamente dalle singole Regioni in collaborazione con le associazioni di categoria e gli Ordini professionali. Ogni voce riporta il costo unitario di una specifica lavorazione — posa di mattoni, intonacatura, realizzazione di massetto, installazione di infissi — comprensivo di materiali e manodopera.
Non sono obbligatori per i cantieri privati, ma diventano riferimento cogente in due contesti precisi: gli appalti pubblici, dove il prezzario regionale (o il prezzario DEI) è la base per la determinazione dell'importo a base di gara, e le asseverazioni per i bonus edilizi, dove il tecnico deve verificare che i prezzi praticati dall'impresa non siano anomali rispetto ai valori di mercato certificati.
Come cambiano i prezzari nel 2026
I prezzari vengono aggiornati annualmente, con pubblicazione su BURL (Bollettino Ufficiale Regionale). La tempistica varia regione per regione: alcune pubblicano il prezzario aggiornato già a inizio anno, altre arrivano a primavera inoltrata.
Nel 2026 molte Regioni hanno previsto un regime transitorio: il prezzario 2025 rimane applicabile fino al 30 giugno 2026 per i progetti la cui approvazione intervenga entro tale data. Dopo quella scadenza, anche i cantieri in corso di aggiudicazione dovranno fare riferimento al prezzario 2026. Per i lavori privati questo passaggio ha rilevanza soprattutto se ci sono asseverazioni SAL ancora da emettere.
I prezzi medi nel 2026: orientarsi tra i numeri
I prezzi delle ristrutturazioni si sono stabilizzati dopo le fluttuazioni degli anni precedenti legate all'effetto Superbonus sul mercato. Nel 2026 i costi medi per una ristrutturazione residenziale si collocano in una forbice ampia, che dipende principalmente dall'entità dell'intervento e dalla zona geografica.
| Tipo di intervento | Costo medio 2026 |
|---|---|
| Manutenzione ordinaria / tinteggiatura | 80–150 €/mq |
| Ristrutturazione leggera (bagno, cucina, pavimenti) | 300–550 €/mq |
| Ristrutturazione completa con impianti | 550–900 €/mq |
| Ristrutturazione completa chiavi in mano | 900–1.500 €/mq |
| Cappotto termico (EPS o lana di roccia) | 60–120 €/mq |
| Sostituzione infissi (finestre pvc, classe A) | 400–700 €/cad |
Questi valori includono manodopera e materiali. I costi di progettazione, pratiche edilizie e direzione lavori incidono mediamente per un ulteriore 10–15% sul valore dei lavori.
Le differenze geografiche
I prezzari regionali riflettono le differenze di mercato tra Nord e Sud. Le Regioni del Nord (Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna) mostrano valori unitari mediamente più elevati, soprattutto per la voce manodopera. Al contrario, nelle Regioni del Sud e nelle province interne le stesse lavorazioni possono costare il 20–30% in meno.
Per un'impresa che lavora su più province è importante sempre fare riferimento al prezzario della Regione in cui si trova il cantiere, non al prezzario della Regione dove ha sede l'impresa.
Come usare il prezzario per un preventivo corretto
Il prezzario non è uno strumento per fissare i prezzi, ma per verificarne la congruità. Nella pratica quotidiana, l'impresa fissa i propri prezzi in base ai propri costi effettivi (manodopera, materiali, spese generali, margine). Il prezzario serve come punto di confronto in due momenti specifici.
In fase di offerta su appalti pubblici: il preventivo (o l'offerta a base di gara) deve essere costruito sulle voci del prezzario. Se un'offerta è anomalmente bassa rispetto al prezzario, la stazione appaltante può attivare la procedura di verifica dell'anomalia.
In fase di asseverazione SAL per i bonus edilizi: il tecnico asseveratore confronta i prezzi del contratto d'appalto con i valori del prezzario DEI o regionale. Uno scostamento significativo verso l'alto deve essere motivato nel fascicolo tecnico. Uno scostamento verso il basso non è problematico ai fini dell'ammissibilità, ma può essere un segnale di lavori non conformi alle specifiche tecniche richieste dall'agevolazione.
Revisione dei prezzi nei contratti pubblici
Nei contratti pubblici stipulati ai sensi del D.Lgs. 36/2023, la revisione dei prezzi è un meccanismo che permette di aggiornare il corrispettivo contrattuale in caso di variazioni significative dei costi di materiali e manodopera rispetto agli indici ISTAT. Non si applica automaticamente, ma richiede un'apposita clausola contrattuale e la documentazione degli incrementi di costo.
Per i contratti privati, la revisione dei prezzi non è prevista per legge: dipende da quanto scritto nel contratto d'appalto. È buona prassi inserire una clausola di adeguamento se i lavori si estendono su più di 12 mesi, per proteggersi dall'aumento dei costi dei materiali.
Per gestire la documentazione di cantiere collegata ai SAL e alle asseverazioni, dai un'occhiata a Cantierly o consulta la guida alla contabilità di cantiere.