Se ne parla da anni come della "direttiva che obbligherà a rifare casa", ma per le imprese edili la domanda vera è un'altra: quando e come si tradurrà in lavori? A ottobre 2026 la risposta è che l'Italia è in ritardo, e che i tempi dipendono da Parlamento e Legge di Bilancio.

Cos'è la direttiva Case Green

La Direttiva UE 2024/1275 sulla prestazione energetica nell'edilizia (nota come EPBD IV o "Case Green") punta a un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050. Non fissa obblighi per il singolo appartamento, ma obiettivi nazionali sulla media del patrimonio edilizio.

Ambito Obiettivo
Edifici residenziali consumo medio di energia primaria -16% al 2030, -20/22% al 2035 rispetto al 2020
Edifici peggiori almeno il 55% della riduzione deve venire dagli immobili con prestazioni più basse
Edifici non residenziali requisiti minimi di prestazione da fissare a livello nazionale
Nuovi edifici a emissioni zero: prima quelli pubblici, poi tutti entro il 2030

Ogni Stato deve presentare un Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici (PNRE) che spieghi come raggiungerli.

A che punto è il recepimento

Termine scaduto

La direttiva andava recepita entro il 29 maggio 2026. Il termine è passato senza un decreto legislativo. Il Governo può adottarlo solo dopo l'approvazione della legge di delegazione europea 2026, ancora in discussione al Senato a ottobre.

L'8 ottobre 2026 il ministro dell'Ambiente ha riferito al Senato che il Ministero ha inviato al Parlamento una bozza di principi e criteri per il recepimento. Una data per il decreto, però, non c'è.

La procedura d'infrazione

Separatamente, l'Italia non ha consegnato la bozza del PNRE, attesa entro il 31 dicembre 2025. La Commissione europea ha aperto una procedura d'infrazione a marzo 2026 e a ottobre ha emesso un parere motivato. Il piano definitivo va trasmesso entro il 31 dicembre 2026: in caso contrario la Commissione può deferire l'Italia alla Corte di giustizia UE.

E gli incentivi?

La direttiva non porta fondi propri. Le risorse per la riqualificazione arriveranno da:

  • la Legge di Bilancio 2027, che deciderà le aliquote dei bonus edilizi (vedi Bonus edilizi 2027: aliquote e cosa cambia);
  • la clausola di flessibilità per la sicurezza energetica chiesta all'UE, pari allo 0,3% del PIL nel 2027 e nel 2028, che ha ricevuto il parere positivo della Commissione ma attende il via libera del Consiglio;
  • il Fondo sociale per il clima e i programmi già attivi sull'edilizia pubblica.

Cosa cambia per le imprese edili

Nel breve periodo, poco: finché il decreto non c'è, non esistono nuovi obblighi per i proprietari. Nel medio periodo, invece, la direttiva orienterà il mercato per i prossimi dieci anni.

Più lavori sugli edifici peggiori

Dovendo concentrare oltre metà della riduzione sugli immobili meno efficienti, è probabile che i futuri incentivi premino gli interventi sulle classi energetiche più basse: cappotti, infissi, coperture, impianti a pompa di calore. Le imprese con esperienza su questi lavori saranno in vantaggio.

Addio graduale alle caldaie fossili

La direttiva prevede l'uscita progressiva dalle caldaie a combustibili fossili e lo stop agli incentivi per quelle autonome. Gli interventi impiantistici si sposteranno verso pompe di calore, sistemi ibridi e solare.

APE e documentazione

Il percorso verso la direttiva rende ancora più centrale l'attestato di prestazione energetica. Saper documentare il salto di classe prima e dopo i lavori, con un preventivo chiaro e un computo dettagliato, diventerà un argomento di vendita. Per costruirlo bene vedi la guida al computo metrico estimativo.

Cosa fare adesso

  1. Non creare allarmismi con i clienti: oggi non c'è alcun obbligo di ristrutturare.
  2. Segui la Legge di Bilancio 2027, che deciderà gli incentivi reali del prossimo anno.
  3. Rafforza le competenze sull'efficienza energetica, che sarà il cuore della domanda dei prossimi anni.
  4. Prepara preventivi leggibili, con le voci di risparmio energetico ben separate: saranno più facili da asseverare quando arriveranno i nuovi incentivi.

Aggiorneremo questo articolo quando il decreto di recepimento sarà pubblicato.

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Domande frequenti

La direttiva Case Green è già in vigore in Italia?

La direttiva europea è in vigore, ma l'Italia non l'ha ancora recepita: il termine del 29 maggio 2026 è scaduto senza un decreto. Il Governo potrà adottarlo solo dopo l'approvazione della legge di delegazione europea 2026, ancora in discussione in Parlamento.

I proprietari saranno obbligati a ristrutturare casa?

No, la direttiva non impone di ristrutturare ogni immobile e non prevede sanzioni per i singoli proprietari. Fissa obiettivi di riduzione dei consumi medi del parco edilizio residenziale; come raggiungerli lo deciderà il decreto italiano.

Quali sono gli obiettivi della direttiva per le abitazioni?

Ridurre il consumo medio di energia primaria degli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e tra il 20% e il 22% entro il 2035, rispetto al 2020. Oltre metà della riduzione deve venire dagli edifici con le prestazioni peggiori.

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